venerdì 19 giugno 2026

Vai con le bande: grande musica in Giardino


Metti una sera al parco, due filarmoniche sul palco e tante buone vibrazioni: 'Sinfonie in Giardino ' questa sera ha raggiunto il vertice della musica per banda. 

È la filarmonica 'Verdi' di Cona ad aprire la serata a Ferrara. Si susseguono brani ormai classici del repertorio della banda e nuove composizioni, il tutto introdotto e commentato amabilmente dalla speaker Fabrizia Fabbri. Si viaggia tra le colonne sonore più famose (un medley di Star Wars, Indiana Jones e altre celebri soundtrack) e la musica sofisticata e ironica di Paolo Conte (Via con me, Azzurro ecc.) con momenti di grande ritmo con Libertango di Astor Piazzolla e gli intramontabili brani dei Beatles. La bacchetta della direzione passa dalla mani del maestro Roberto Manuzzi (che vanta  una lunga carriera musicale: dalle collaborazioni con Francesco Guccini alle composizioni personali senza dimenticare l'attività di insegnamento presso il conservatorio Frescobaldi di Ferrara) al giovane e promettente Federico Cavalieri.

La platea si scalda, batte le mani seguendo il ritmo e chiede il bis.

Arriva poi il momento di cedere palco e bacchetta alla seconda protagonista della serata: la banda ' Ariosto', diretta dal maestro Stefano Caleffi. Ed ecco che la musica cambia: si parte ancora con l' esecuzione delle colonne sonore di Star Trek, ma poi il programma segue anche altre note, che permettono alla cantante Roberta Righi di ammaliare con il fascino della sua inconfondibile voce (da Musica musica di Ornella Vanoni a Skyfall, colonna sonora di uno degli innumerevoli film di James Bond). Si conclude con un altro bis: un Can can, a cui si mescola a sorpresa il clarinetto di Roberto Manuzzi 

Si giunge così al termine della serata, ma domani si continua con le filarmoniche di Voghenza e Scortichino. 

Musica, maestro!

(Domenico Allocca)




venerdì 12 giugno 2026

Antonioni e Ghirri, uno sguardo dalla pianura verso la montagna

Antonioni e Ghirri: due artisti di pianura che ritraggono la montagna. È costruita su questo apparente paradosso la mostra 'Il monte analogo', visitabile allo Spazio Antonioni di Ferrara fino al primo novembre. 

Durante l' inaugurazione odierna si susseguono le suggestive interpretazioni dell' opera dei due maestri. Pietro Di Natale, direttore della Fondazione Ferrara Arte, commenta: <<Per noi emiliani Ghirri è una sorta di amico, di compagno di viaggio attratto dalla pianura.  Paradossalmente proprio gli angoli che abbiamo sotto gli occhi sono i più imprevisti>>. Il riferimento in particolare è a una delle opere in mostra, che ritrae un manifesto lacerato: un bastimento su una superficie color ambra,  che sembra duna di sabbia mentre in realtà è un muro: <<La poetica di Ghirri è in questo piccolo scarto tra quello che vediamo e ciò che è>>.

 Per la figlia Adele, presidente della fondazione Ghirri,<<è un onore vedere accostate le immagini di mio padre a un gigante, che amo molto>>. Evidenzia che le foto più famose sono quelle che ritraggono le campagne, ma ci sono anche immagini meno conosciute a dimostrazione che l' archivio paterno possiede una enorme quantità di materiale : <<Ci vorranno anni per vedere tutto e questo è bello>>. 

Anche l' assessore alla Cultura, Marco Gulinelli ricorda la ricchezza del fondo Antonioni (47 mila unità), che viene valorizzato con progetti come "Il monte analogo", un obiettivo che il Comune di Ferrara si è posto fin dall' inaugurazione dello Spazio Antonioni nel maggio del  2024.

 Il curatore Frederic Montornés rivela che <<il progetto espositivo è nato dall'affinità di due modi di guardare la realtà dei due autori>>, sottolinea il dialogo <<tra due sguardi, che condividono il modo di porsi davanti al paesaggio>>.

(Domenico Allocca)




giovedì 11 giugno 2026

A Ferrara brillano le stelle del teatro

 


Tra le luci degli splendidi lampadari del Ridotto del Teatro comunale Abbado brillano le stelle della prossima stagione di prosa. Il ricco programma è stato prestato questa mattina in una sala gremita di giornalisti, addetti ai lavori ma anche semplice pubblico desideroso di scoprire quali emozioni riserveranno le tavole del palcoscenico del massimo teatro ferrarese.

Viene confermata la formula vincente del direttore artistico, Marcello Corvino, che spazia tra grandi classici, drammaturgia contemporanea, racconto del presente e nuove scritture sceniche con interpreti e registi della scena nazionale e internazionale.


Dopo il saluto del presidente Michele Placido (<<Una stagione fantastica, come poche se ne vedono in giro per l'Italia, frutto di un lavoro straordinari>>), il direttore generale Carlo Bergamasco evidenzia che <<ogni stagione ci conferma che questo luogo è parte viva della città, e questo è il senso più autentico della nostra missione culturale >>. Per Marcello Corvino <<La nostra prima preoccupazione è difendere la cultura e proporre il meglio della scena teatrale. Essere teatro della città di Ferrara a 360 gradi non è un vincolo normativo, è una scelta: vogliamo essere un centro di vita culturale e dello spettacolo di livello, a tutto tondo>>.. 

Poi vengono presentati gli spettacoli dagli stessi registi presenti al Ridotto o in collegamento da remoto.

E allora che cosa vedranno gli spettatori dell'Abbado? Si va da "Marco Polo e Le città invisibili" (interpretato da Luca Zingaretti) a "Stato contro Nolan (un posto tranquillo)" di Alessandro Gassman, da "Non si sa come" di Luigi Pirandello ad "Arrivano i dunque" di Alessandro Bergonzoni (che interviene a distanza con una delle sue  consuete, funamboliche presentazioni) e tanti altri.

Non resta che sedersi in poltrona per godersi gli spettacoli.

(Domenico Allocca)


lunedì 1 giugno 2026

La Musica immortale con il maestro Muti e migliaia di coristi a Ravenna

 



Il colpo d'occhio è incredibile: oltre 3500 coristi da tutta Italia radunati nel Pala De Andrè di Ravenna per cantare sotto la direzione del maestro Riccardo Muti. Per il secondo anno consecutivo la Romagna diventa la capitale del Belcanto in occasione di "Cantare amantis est". Una master class, in cui tutto è gigantesco e Muti si rivela non solo il grande direttore, che tutto il mondo conosce, ma anche uno showman d'eccezione: guida la marea umana tra gli spartiti, le note, gli acuti e i pianissimo, ma anche gli aneddoti, le argute riflessioni, le informazioni storiche sui giganti della musica di ogni tempo visti da un protagonista contemporaneo della musica mondiale.



I coristi lo seguono con docilità ed entusiasmo, sottolineando le sue parole con applausi e risate, ma  raccogliendosi anche con tanta concentrazione quando si tratta di eseguire le sue indicazioni. Ed è appunto nei momenti in cui si leva il canto che la sala sembra essere trascinata in un'altra dimensione, nella quale il frastuono di tanta musica contemporanea tace e si ode solo la voce della Musica immortale. 

(Domenico Allocca)



venerdì 20 marzo 2026

Inizia lo show: Battiti live a Ferrara

 


Mentre il dj spara la musica sugli enormi impianti di amplificazione, i presentatori del pre-show fanno scaldare la folla, che in realtà è già carica  con le mamme più entusiaste delle figlie scatenate.



Battiti a Ferrara

 Dopo infinite polemiche, ecco che inizia lo show atteso da alcuni e vilipeso da altri.

L' entusiasmo di truppe di giovani è alle stelle, l' eccitazione è palpabile, la tensione è grande.

Ecco le prime foto.

(Domenico Allocca)








giovedì 19 febbraio 2026

Il Giappone dietro l' angolo

Da Bologna al Giappone in 250 opere: una mostra originale e sorprendente per scoprire in quattro sezioni la grafica giapponese. Si intitola "Graphic Japan. Da Hokusai al Manga", è curata da Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza e visitabile fino al 6 aprile al Museo Civico Archeologico.

Presi dalla routine quotidiana spesso non riusciamo ad accorgerci che non siamo il centro del mondo, ma solo una piccola porzione di esso. La manifestazione bolognese ha certo il merito di farci alzare il naso verso una cultura ricca e antichissima, che ci mostra altre facce della natura umana. Il percorso inizia con un salto nel passato per ammirare composizioni poetiche e rappresentazioni pittoriche che nella cultura giapponese rivelano una attenta e raffinata osservazione della natura, del ritmo delle differenti stagioni, della varietà di fiori e piante. Tutto questo dà vita alle raffigurazione pittoriche e alle silografie ukiyoe, che hanno avuto nel tempo una ampia evoluzione,  generando una ricchissima produzione, di cui la mostra offre vari esempi. È tutto un mondo che vive sulla carta, in schizzi, libri, manifesti, album illustrati, disegni per ventagli, mascherine di carta intagliata a mano e quadri (ma anche kimoni e tessuti) con quella indubbia, raffinata e minuziosa maestria degli artisti giapponesi. Ed avviene così che, procedendo nel percorso, cresce e si acuisce  la capacità di osservare e godere dei minimi particolari, dei colori delicati e delle forme eteree. Nel tripudio di immagini nuove e sorprendenti emergono anche le raffigurazioni più note, come le famose onde di Katsushika Hokusai. Dalla riproduzione di singoli aspetti della natura si passa ai paesaggi più ampi e ricchi di dettagli: una sezione è dedicata al monte Fuji.

Grande attenzione anche per la rappresentazione della bellezza femminile: dalle donne di alto rango alle cortigiane delle case da tè.

Si esce dalla mostra con la netta sensazione di aver  viaggiato tanto e visto tanto di più.

(Domenico Allocca)



Vai con le bande: grande musica in Giardino

Metti una sera al parco, due filarmoniche sul palco e tante buone vibrazioni: 'Sinfonie in Giardino ' questa sera ha raggiunto il ve...