Mentre il dj spara la musica sugli enormi impianti di amplificazione, i presentatori del pre-show fanno scaldare la folla, che in realtà è già carica con le mamme più entusiaste delle figlie scatenate.
Mentre il dj spara la musica sugli enormi impianti di amplificazione, i presentatori del pre-show fanno scaldare la folla, che in realtà è già carica con le mamme più entusiaste delle figlie scatenate.
Dopo infinite polemiche, ecco che inizia lo show atteso da alcuni e vilipeso da altri.
L' entusiasmo di truppe di giovani è alle stelle, l' eccitazione è palpabile, la tensione è grande.
Ecco le prime foto.
(Domenico Allocca)
Da Bologna al Giappone in 250 opere: una mostra originale e sorprendente per scoprire in quattro sezioni la grafica giapponese. Si intitola "Graphic Japan. Da Hokusai al Manga", è curata da Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza e visitabile fino al 6 aprile al Museo Civico Archeologico.
Presi dalla routine quotidiana spesso non riusciamo ad accorgerci che non siamo il centro del mondo, ma solo una piccola porzione di esso. La manifestazione bolognese ha certo il merito di farci alzare il naso verso una cultura ricca e antichissima, che ci mostra altre facce della natura umana. Il percorso inizia con un salto nel passato per ammirare composizioni poetiche e rappresentazioni pittoriche che nella cultura giapponese rivelano una attenta e raffinata osservazione della natura, del ritmo delle differenti stagioni, della varietà di fiori e piante. Tutto questo dà vita alle raffigurazione pittoriche e alle silografie ukiyoe, che hanno avuto nel tempo una ampia evoluzione, generando una ricchissima produzione, di cui la mostra offre vari esempi. È tutto un mondo che vive sulla carta, in schizzi, libri, manifesti, album illustrati, disegni per ventagli, mascherine di carta intagliata a mano e quadri (ma anche kimoni e tessuti) con quella indubbia, raffinata e minuziosa maestria degli artisti giapponesi. Ed avviene così che, procedendo nel percorso, cresce e si acuisce la capacità di osservare e godere dei minimi particolari, dei colori delicati e delle forme eteree. Nel tripudio di immagini nuove e sorprendenti emergono anche le raffigurazioni più note, come le famose onde di Katsushika Hokusai. Dalla riproduzione di singoli aspetti della natura si passa ai paesaggi più ampi e ricchi di dettagli: una sezione è dedicata al monte Fuji.
Grande attenzione anche per la rappresentazione della bellezza femminile: dalle donne di alto rango alle cortigiane delle case da tè.
Si esce dalla mostra con la netta sensazione di aver viaggiato tanto e visto tanto di più.
(Domenico Allocca)
Sfavillano le luci del Natale nella nostra Ferrara.
Dopo l' accensione ufficiale, ecco un sabato ricco di vitalità. Ieri la musica risuonava in vari angoli della città: dal Listone, sotto il magico albero di Natale, al parco Coletta.
All' ombra del Duomo e dell' albero, nel pomeriggio i 'Jelly & Jam' hanno dato vita a una performance di alto livello musicale e di forte coinvolgimento emotivo, trascinando il pubblico incurante del freddo. Eseguiti brani natalizi e della tradizione canora italiana e napoletana, ma riletti in chiave jazz e swing, la caratteristica del gruppo.
All'ombra delle torri del grattacielo, il Winter Park si è animato con la banda di Budrio, il trampoliere e il suonatore di cornamusa, per arricchire il pomeriggio di giochi, pattinaggio e attrazioni.
Contemporaneamente erano in programma tanti altre iniziative: dagli spettacoli teatrali alle videoproiezioni nella chiesa di San Paolo.
Anche oggi tanti appuntamenti in programma.
E la sveglia l' hanno data i Babbi Natale...motorizzati.
(Domenico Allocca)
Attraversare corridoi e sale di Time Space Existence a Venezia è una esperienza stimolante: vuol dire immergersi nel volgere di poche decine di metri nelle architetture, che punteggiano il nostro pianeta a centinaia di chilometri di distanza. Un viaggio nella conoscenza, che si rinnova ad anni alterni, poiché si aggancia alla Biennale dell' Architettura di Venezia, ma riesce anche a vivere di vita propria.
Nei due palazzi (Mora e Bembo) e ai Giardini della Marinaressa ecco aprirsi allo sguardo dei visitatore le straordinarie opere di architetti, designer, ricercatori e urbanisti che, costruendo gli edifici che abitiamo oggi, plasmano il nostro futuro.
In questa edizione l' obiettivo è stato quello di mostrare come la rigenerazione di aree deteriorate del pianeta sia possibile e, anzi, possa raggiungere risultati sbalorditivi, cambiando la qualità di vita di migliaia e talvolta milioni di persone, anche gratificando il gusto del bello oltre che mirando a comodità, dinamicità e funzionalità.
E ancora: ecco esposti i materiali da costruzione, che danno consistenza alle visioni dei tecnici. Anche in questo caso lo stupore stimola chi osserva (e tocca con rispetto) oggetti dalla forme più strane, che diventano finestre, pareti, pilastri e strutture portanti degli edifici contemporanei. Imponenti i numeri di questa settima edizione, organizzata da European Cultural Centre: 207 partecipanti da 52 paesi per affrontare i temi del Riparare, Rigenerare e Riutilizzare.
Ancora pochi giorni di apertura al pubblico (fino al 23 novembre) e poi il fantastico team, guidato da Rachele De Stefano, sarà di nuovo al lavoro per costruire lo show del 2027. in arrivo nuove meraviglie a spasso per il pianeta.
(Domenico Allocca)
Il"Festival Debussy" si fa in quattro e nella seconda edizione amplia la sua rete, coinvolgendo Ferrara, Bologna, Ravenna e Taranto. L' anteprima nel Ridotto del Teatro Comunale Abbado questo pomeriggio con la conferenza "Sensibilitè. Il miracolo dell' Impressionismo" di Nicola Hansalik Samale, che con uno stile affabulatorio fluido e accattivante conduce il pubblico nella Parigi impressionista tra pittura, musica e teatro per illustrare l' opera di Debussy, indagando anche il suo conforto/scontro con la produzione wagneriana. Non solo parole, ma anche interventi esplicativi al pianoforte con leggerezza e padronanza del testo e dello strumento.
Poi spazio all' esecuzione musicale: un programma ampio e variegato da Ravel a Chausson, ma anche brani dello stesso Samale, che gioca con Debussy. L' esibizione è affidata al Settimino dei Solisti Lucani, con la forza dei fiati e la decisione e il nitore degli archi.
Il festival ( progetto di Nadir Garofalo, direttore artistico dell' Orchestra sinfonica d' Este) proseguirà fino a mercoledì 26, saltando da una location all' altra. Ferrara sarà coinvolta ancora con concerti a Palazzo Naselli - Crispi e con un concerto originale anche al Jazz Club, al Torrione San Giovanni: una serata dedicata alla riscrittura in chiave contemporanea della musica di Debussy. La manifestazione si avvale di svariate collaborazioni, tra le altre anche quella del conservatorio Frescobaldi di Ferrara e della Big band del conservatorio Martini di Bologna.
(Domenico Allocca)
"La lotta d'Ercole con Acheloo" si scatena al Teatro Verdi di Ferrara e dal divertimento drammatico di Agostino Steffani emergono vincitori musici e cantanti di un affascinante progetto PNRR, realizzato dal conservatorio Frescobaldi di Ferrara. Giovani talenti provenienti da istituzioni italiane ed europee del sistema di Alta Formazione Musicale e Coreutica si sono cimentati nella riproposizione di questo divertimento drammatico barocco, con un dispiegamento di mezzi, risorse ed energie, che va dalle proiezioni luminose tridimensionali all' utilizzo di strumenti antichi, quale il violone e il clavicembalo della MTNT International baroque orchestra. Ma elencare tutti i contributi necessiterebbe ancora di decine di righe.
Ieri sera l' esibizione è andata in scena in anteprima e stasera e domani si replica.
La fibrillazione è palpabile fin dall' attesta dell' inizio dello spettacolo. Anche le hostess (in realtà impegnatissime studentessa di strumento del conservatorio Frescobaldi) sono emozionate e con cortesia indicano al pubblico i posti rigosanente assegnati in fase di prenotazione. La sala è immersa nel buio e l' orchestra attende il momento, in cui fasci di luci inondano lo spazio scenico, che per l' occasione comprende anche la platea in una orgia barocca di luci, strutture plastiche, enormi parallelepipedi da cui gradualmente emergono i giovani e talentuosi protagonisti, che per tutto lo spettacolo cantano divinamente senza un attimo di esitazione e con una invidiabile impostazione di voce.
Anche i costumi sono pomposamente barocchi e si trasformano in elementi variabili e multiformi della messa in scena.
Il Teatro Verdi (che alcuni si ostinano a denominare "ex" mentre - al massimo - dovrebbe essere chiamato "Nuovo") brilla di una luce mai vista. L' allestimento valorizza le grezze strutture che caratterizzano l'ambiente, come non avviene spesso in questo stimolante contenitore.
Nei titoli di coda, vanno citati il direttore d'orchestra Antonio Greco, il regista Danilo Ribeca e la visual project director Sara Caliumi.
(Domenico Allocca)
Mentre il dj spara la musica sugli enormi impianti di amplificazione, i presentatori del pre-show fanno scaldare la folla, che in realtà è...