Ci passiamo spesso vicino senza soffermarci a pensare a quell'acqua, che scorre silenziosa e probabilmente proviamo anche un certo disappunto per lo stato di abbandono, ma gli architetti di Ferrara hanno voluto dedicare al canale Boicelli l' attenzione, che merita con una pubblicazione e un convegno. Così a palazzo Savonuzzi, oggi pomeriggio, si sono dati appuntamento per parlarne.
È Laura Mascellani, vice presidente dell' Ordine degli architetti ferraresi e responsabile commissione cultura, a presentare il quarto quaderno di Episodi di Architettura, dedicato al 'Canale Boicelli', che ha rappresentato una realtà fondamentale per il nostro territorio. Poi Marina Zappaterra racconta la storia di questo asse navigabile, nato per trasportare grano, canapa e altri prodotti, ma anche destinato a sanare l'area occupata nel passato dal canale Panfilo. Lo scopo era di collegare il Po di Volano con il Po Grande, permettendo la circolazione a natanti da 600 tonnellate: nel 1910 i lavori vengono affidati all' ingegner Giovanni Boicelli. Su questo asse cominciano a sorgere varie attività produttive: distillerie, zuccherifici, canapifici e altro. Così si va a organizzare tutta l' area industriale della città. Nel 1957 si ha un primo piano regolatore con il quale il Boicelli diventa un elemento di confine tra la zona industriale e la città vera e propria.
Nel 1987 con il nuovo Prg si comincia a parlare di dismissione e rigenerazione poiché si evidenziano i limiti dello sviluppo industriale. Arriviamo a oggi, nel 2024 con il Pug il canale viene inserito nella direttrice dell' innovazione produttiva ed energetica ed è evidente la fragilità di questa struttura, che ha bisogno di manutenzione e interventi.
Daniela Mandrioli, citando Nello Quilici, ricorda il sogno futurista delle fabbriche sorte lungo il Boicelli, che andarono a insediarsi dove prima c' erano corti coloniche. Queste costruzioni lasciavano così il posto alle moderne cattedrali industriali, che si lanciavano verso l'alto con le loro enormi fisionomie.
Il mutare dei tempi porta alla trasformazione delle idee progettuali: Chiara Farioli descrive come dal progetto di idrovia si sia arrivati a quello denominato ReTInA, finalizzato alla rigenerazione di aree industriali dismesse, passando da una via d'acqua per merci a una occasione per ripensare la città.
E per il futuro? Tante le ipotesi aperte e i progetti possibili, anche prendendo ispirazione da aree simili, rigenerate in varie parti d'Europa. Ma una cosa sembra certa: nella progressiva valorizzazione delle nostre vie d'acqua il Canale Boicelli deve tornare a giocare quel ruolo strategico, che ha rivestito nel passato.
(Domenico Allocca)










